"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

Articoli con tag “repressione

Gaza – Natale 2008


Un video che ricorda, a distanza di una anno, la devastazione prodotta dall’assedio di Gaza da parte degli israeliani nell’operazione denominata Piombo fuso.

Il video, attraverso la voce del parroco di Gaza, racconta l’inferno vissuto dalla popolazione e la posizione della comunità cristiana verso il sionismo.

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Carlo Giuliani:Strasburgo condanna l’Italia


una notizia presa dalla newsletter di Internazionale

G8 - Carlo Giuliani

G8 - Carlo Giuliani

La corte di Strasburgo condanna l’Italia per l’inchiesta sulla morte di Carlo Giuliani.

Il 25 agosto la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver condotto un’inchiesta non sufficientemente approfondita sulla morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova del 2001. Nel 2006 i genitori e la sorella della vittima si sono rivolti alla corte di Strasburgo perché secondo loro il governo italiano aveva violato alcuni princìpi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, tra cui il diritto alla vita, a un processo equo e il divieto di trattamenti inumani.

Le Monde, Francia
http://www.lemonde.fr/europe/article/2009/08/25/l-italie-condamnee-a-strasbourg-pour-la-mort-d-un-altermondialiste_1231865_3214.html#ens_id=1231863


Comune anti ronde


immigrati

Da Camminare domandando

Solleva un po’ il morale questo articolo che racconta di un comune della Campania che ha proibito di ricorrere alle ronde e dove addirittura il sindaco paga con il proprio compenso le tasse dei permessi di soggiorno e delle richieste di cittadinanza degli immigrati. Per noi, sprofondati nella melma leghista del nord est, non ho molte speranze, ma per fortuna c’è ancora qualcuno che alza la testa!


Vicenza: prove generali per il G8?


Sono in vacanza, ma il pomeriggio di ieri è stato un susseguirsi di messaggi ricevuti ed inviati nel tentativo di capire cosa stava accadendo a Vicenza durante il corteo contro la base USA…

A sera finalmente sono riuscita a vedere un telegiornale, che con la solita parziale e furbesca omissione di informazioni degne di tal nome mi ha solamente innervosito…e poi a cercare informazioni in rete.

Per chi volesse avvicinarsi a quanto è realmente accaduto consiglio ovviamente di andare a visitare il sito del comitato No dal Molin al seguente indirizzo:

http://www.nodalmolin.it/

Nel sito trovate anche una lettera di Noam Chomsky proprio in merito alla coraggiosa esperienza del comitato No dal Molin.

Qui invece un video che mostra Vicenza sotto assedio.


Il ddl sulla sicurezza è passato :-(


Ricevo un primo commento e lo diffondo…

COME AI TEMPI DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Dichiarazione di Luigi Ciotti su Ddl sicurezza

«Non sicurezza, crudeltà. Non c’è altra parola per definire le misure sull’immigrazione approvate oggi, giovedì 2 luglio 2009, in Senato. Non c’è altra parola per definire questo accanimento contro chi fugge dalla miseria, dalla discriminazione, dall’oppressione, dalle guerre.
Sono persone, prima che immigrati, quelle che chiedono di essere riconosciute e accolte nella legalità, nei diritti e doveri di ogni cittadino parte attiva del consorzio sociale.
É doloroso constatare come questa legge ci faccia scivolare indietro, ai tempi della discriminazione razziale, negando i valori della Carta universale dei diritti umani, della nostra Costituzione, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Baluardi contro il ritorno della barbarie e della guerra, antidoti perché legge sia tutela del bene comune a partire dai più deboli, non legge del più forte.
Sono vittime della povertà, gli immigrati. Ma la povertà più grande, oggi, è la nostra. Povertà di coraggio, di senso, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme a loro.
Dati alla mano, è dimostrato che, laddove si è lavorato con impegno, è stato possibile armonizzare il diritto con l’accoglienza, saldare il rispetto delle regole – che deve valere per tutti – con l’integrazione. A partire da quel “mettersi nei panni degli altri” che è stato motore delle più grandi conquiste umane e civili.
E spiace che, ad eccezione di una minoranza di voci nette e coerenti, su una questione tanto cruciale come quella dell’immigrazione, la politica sia venuta meno al suo orizzonte ideale: stimolare la promozione culturale e sociale di un paese, trasformando in speranze le paure della gente».

d. Luigi Ciotti
presidente di Libera
fondatore del Gruppo Abele


Vicenza: schedati sinti e rom


Ancora un episodio di discriminazione, ancora il tentativo di insinuare la paura, la diffidenza.

La strategia della paura si rinforza e utilizza strumenti intimidatori e repressivi.

Se ciò che è accaduto al campo nomadi di Vicenza fosse accaduto a noi, se qualcuno ci fotografasse di fronte e di profilo e ci prendesse le impronte digitali… dove penseremmo di essere?

Ecco un video di denucia e testimonianza


Arrestata attivista di Free Gaza


domenica 8 febbraio 2009

PER L’IMMEDIATO RILASCIO DI THERESA

L’attivista scozzese Theresa McDermott è stata “trovata” nella prigione di Ramleh, dopo che per quattro giorni le autorità israeliane l’avevano classificata come dispersa, all’indomani dell’assalto militare alla nave umanitaria libanese diretta a Gaza con un carico di aiuti umanitari. Ai primi di febbraio Theresa ha risposto alla richiesta di supporto internazionale da parte degli organizzatori di una spedizione navale umanitaria diretta a Gaza, a bordo della nave battente bandiera del Togo, la “Tali”. Theresa era soltanto uno dei 9 passeggeri a bordo della nave che il 4 febbraio 2009 è stata intercettata, abbordata e dirottata dalla marina militare israeliana verso il porto di Ashdod, in Israele. Tutti i passeggeri e l’equipaggio sono stati liberati giovedì 5 febbraio tranne Theresa. Fra la sera di giovedì e la mattina di domenica non è stata comunicata alcuna notizia su Theresa da parte degli israeliani, se non la menzogna che era partita per Londra. Infine la domenica, Theresa ha potuto contattare suo fratello John in Scozia per dirgli che era rinchiusa nella prigione di Ramleh in Israele. Secondo il giornalista Salam Khodr di AlJazeera, quando la nave è stata abbordata, i passeggeri sono stati picchiati e presi a calci e pugni dai soldati israeliani (vedi http://www.youtube.com/watch?v=MCb3apCJ4QI&feature=channel_page). Nessun’informazione è stata fornita dai funzionari israeliani circa l’arresto di Theresa , se e quali sono le accuse a suo carico e il motivo per il quale il suo arresto è stato tenuto nascosto. Quando il consolato britannico a Tel Aviv è stato contattato per aiutare a rintracciare Theresa, il personale si è rifiutato di collaborare dicendo che loro forniscono assistenza ad un cittadino britannico solo nel caso in cui gli venga chiesto direttamente personalmente da loro. Alcuni membri del Parlamento scozzese, tra i quali Pauline McNeil e Hugh O’ Donnell, che hanno fatto parte di una missione umanitaria giunta a Gaza a bordo di una imbarcazione del FreeGaza, la Dignity, si stanno attivando presso il governo britannico per assicurare che Theresa ricevi la dovuta protezione e assistenza. Theresa ha raggiunto Gaza con la prima spedizione di Free Gaza in agosto ed è tornata con la Dignity una seconda volta. È da tempo un’attivista dei diritti umani molto rispettata che ha lavorato con l’International Solidarity Movement in Palestina e con il Free Gaza Movement. In Scozia lavora in un ufficio postale. Gli israeliani hanno trovato a bordo della “Tali” soltanto aiuti umanitari, ma si sono rifiutati di restituire la nave, tuttora sottosequestro. il destino del relativo carico umanitario è tuttora sconosciuto.

Contatto a Gerusalemme: Lubna Masarwa (ebraico, arabo, inglese) 00 972 505 633 044, lubnaa@gmail.com Contatto negli Stati Uniti: Karin 310-399-1921 (inglese) kpally@earthlink.net Free Gaza movement


Come vendere la “guerra etica”


Segnalo un articolo apparso su Bocche scucite che racconta della repressione di Israele nei confronti del dissenso interno e della manipolazione dell’informazione che il governo e i mass media stanno ostinatamente portando avanti nel tentativo (purtroppo a volte ben riuscito) di mascherare la realtà e di creare consenso attorno alla guerra contro Gaza.

L’articolo è stato scritto da Neve Gordon, insegnante di politica all’università di ben-Gurion, Israele, dopo l’arresto di un suo studente che, come altri, dimostrava il proprio dissenso nei riguardi dell’assedio di Gaza.

Potete leggere l’articolo QUI