"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

mondi

Orizzonti liquidi – blog di parole condensate


Scoperta di oggi, un’anima forse affine, almeno al primo tocco, per così dire.

Un blog di poesie, scritti brevi, pensieri, frammenti.

Condivido qualche parola, un’istantanea che sa di eterno.

Per chi volesse visitare il suo sito, ecco l’indirizzo: Orizzonti liquidi

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lunedì 8 dicembre 2014

Ti aspetto.
E cerco in te una casa.
E trovo in te un altrove.
Olga Tamburini
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Le Rouge – inventore atipico di stati sonori


Piccola pausa domenicale, breve total immersion.

Artigiano inconsueto di mondi oltre il conosciuto, Le Rouge è il mio appuntamento imprevedibile.



hypnosis 1



flower flow her


Amo stare nei miei luoghi accarezzata dalle tue esplorazioni sonore,

muovermi leggera per non disturbare

ed essere gatta silenziosa nel tuo mondo in divenire.

Copertina fresca ed atmosfera profumata per questo nuovo brano di Creix.

Free streaming, ma se per un attimo siete stati rapiti ricordo che è sempre possibile dire grazie per il breve viaggio musicale acquistando il biglietto al prezzo di un caffè.


life



intertempo


Quando nei miei occhi si posa meraviglia, non credo di avere diritto di lamento alcuno.

E la meraviglia non è quello che pensate, no. E’ quel qualcosa che porti dentro come il dolore.

Farne mercato oppure gioco non è mio stile.  Io sono quel che sono. Ho vissuto tutti questi tempi e molti altri ancora e mai e mai e mai ho dimenticato la meraviglia e ancor meno cercato facile consolazione.

Le cose facili… ecco, un’altra cosa che non ho mai cercato. In un tempo a venire, forse.

Origami

Un unico tempo

piegato e ripiegato a piacere

a comporre le figure

del nostro amore.

Sìì preciso e attento

ti prego

se vuoi

se puoi

non spiegazzare troppo

questo tempo fragile

che abbiamo in dono.

temporotondo12

Il tempo infranto

Un boato

frantumi di noi

scagliati nell’universo

senza tempo e senza meta

per ora perduti.

Forza contraria a te

implodo

e rimane intrappolato il suono

delle mille fratture.

Non chiamo nessuno

non mi lamento,

rimani scelta mia

e nei miei occhi

ancora traccia

di polvere di stelle.


The last door …


The last door… album di brevi strorie musicali, variazioni di una stessa melodia, quadri di una galleria sonora all’interno della quale andare con il cuore in mano per lasciarlo libero di battere forte laddove ci sarà un verso o un suono che lo farà vibrare. Un album che parla ai molti “noi” che ci compongono, talvolta inespressi, talvolta persi o semplicemente ignorati.

Una porta da aprire da soli o con chi ci è intimo abbastanza da non giudicare una lacrima, un tocco, un contatto, una momentanea assenza, un grido …

Testi scritti in un minuto, voce profonda, a tratti suadente, a tratti profonda e concreta, a tratti visionaria;  un album di sfumature emozionali non consuete forse nelle canzoni d’oggi,  ma altamente umane.

Potrebbe poi accadere che il vostro cuore abbia un sussulto e questo sussulto vi abbia raccontato qualcosa di voi e che vi piacesse sostare ancora in quell’atmosfera, se così fosse bastano 50 centesimi  a traccia, meno di 5 euro per l’intera collezione corredata dai testi e da immagini che illustrano ogni brano. Un modo concreto per dire “grazie”, nulla più.


Tu anima mia


Tu anima mia


Rapita
nello specchio dei tuoi occhi
respiro
il tuo respiro.
E vivo.

Saffo

 


§ e la ghianda – Raccolta di memorie sconvenienti – parte 7^


Dove § abbandona il suo rifugio e la sua ombra e si affida al mondo.

metamorphia_Enzzok

metamorphia by Enzzok

Senza ombra e senza profondità § si allena a dirigere i suoi passi in questo nuovo universo euclideo. Tutto dovrebbe essere semplice, identificabile: le formule conosciute, i movimenti codificati e chiari. Senza ombra e senza sfumature § non necessita più di alcun rifugio.
Che piena luce sia, senza compromessi né titubanze.

Casa vuota. Camera. Musica assordante per sovrastare i pensieri, per impedire il silenzio.  § raccoglie i suoi 17 anni e poco più, impacchetta i suoi stracci e le sue memorie e va.

Le ruote della bicicletta volano leggere sfiorando l’asfalto mentre il vento secco dell’estate asciuga i ricordi. Nel ponte sul fiume con lo sguardo a nord, lì dove la valle s’incunea e diviene oscura, § affida alle acque schiumose il suo passato. Che vadano, le note, libere e turbinose a trovare quiete nei mari e nelle lagune; che siano plancton per altre creature, luminescenze per altre anime.

D’ora in avanti § posa se stessa dappertutto, a casa di amici, in cuori presi in prestito, in città e discussioni. § è un risvolto imbastito. Lo sa. Per questo non è mai sola, per non perdere la piega conquistata a fatica.
Si lascia bruciare dal sole. Gli altri sono il suo zenit, lo schermo contro le ombre e §, ad occhi spalancati, si lascia impressionare istantaneamente da ogni cosa. Scatto dopo scatto si riempie di innumerevoli micromondi colorati. § è un puzzle dal soggetto variabile, dagli incastri potenzialmente infiniti.

§ si avvia inconsapevolmente a comporre un nuovo core.


§ e la ghianda – Raccolta di memorie sconvenienti – parte 6^


Dove si narra dello scampato svelamento e della morte.

1 of 2  by kubicki

TUM TUM – TUM TUM – TUM TUM
Solo rumore, niente respiro. § con le spalle al muro, il suo sogno aperto, sventrato. Respira §, respira. Aggancia il tuo cuore, stringilo. Respira, respira. Componi parole, rispondi, reagisci! Nega, respingi, affronta, colpisci.
TUM TUM – TUM TUM – TUM TUM
Sangue gelato nelle vene di §, il cuore implode. Tutto o niente, §. Tutto o niente. E’ vero, sei bugia sottile, sei scatola nera, sei gioco di specchi.
TUM TUM – TUM TUM – TUM TUM
Alza gli occhi, §. Respira. In quella bugia il tuo segreto, in quella scatola il tuo amore, in quegli specchi il tuo futuro.
Tutto o niente.
Di fronte a te una cacciatrice di ombre, un dubbio telescopico, pronto ad estendersi sino a centrare il tuo cuore.
Prendi le redini, §. Corri, corri. Corri nel tuo mondo prima che qualcuno lo rompa, respira , voltati e colpisci. Poi raccoglierai i pezzi, guarirai le ferite, pulirai il sangue. Poi griderai e abbraccerai la notte. Ora vai, vai!
Così § stringe il suo cuore, respira, alza gli occhi, compone parole, reagisce, accusa, sputa, colpisce, colpisce, colpisce. Colpisce. Colpisce.

Camera. Libri e fogli sparsi. Silenzio.
§ ha tra le mani se stessa e non sa che farsene. Ha ferito ancora, si è aggrappata al sogno e ha reagito, negando le bugie, ritornando le accuse. Ha improvvisato parole, ha soffiato e graffiato come gatta furiosa ed ha vinto.
Ha vinto che?
Nulla ha vinto, nulla di cui andar fieri, nulla. § è lacrima sul parquet e lentamente scivola tra le fessure. Meglio così, scomparire assieme al sogno, divenire un niente che abbraccia un altro niente.
§ non è altro che un mucchietto di lettere da spazzare via.

§ crolla, il sonno finalmente dissolve la realtà. Nel sonno § incontra le note, si coccola un poco e poi vede: il ragazzo ha deciso, il suo dolore è troppo grande, la musica non basta, la realtà dimezzata di § non ha senso. Non vi è uscita, né realtà possibile. Quale ragione allora per insistere ancora? Non è la prima volta che cerca di morire, il suo corpo ne porta il sapore, la sua musica l’eco. Non è tempo, non ancora. E’ stata una follia, un anticipare ciò che ora non può essere. L’unico risultato è di aver strappato i giorni di § da una vita normale, di averla scaraventata in un vortice letale, di averle fatto apprezzare un brivido che non ha posto alcuno dove divenir sorriso.
§ vede e capisce che tutto è finito. Accarezza dolcemente il suo sogno fino all’ultimo respiro poi si sveglia.
§ ha ucciso per stare nel mondo.

Il Dual-core della ghianda è perduto. § proverà ad essere luce e luce solamente. § cercherà di andare per le strade come un’assassina a cuor leggero.
Non c’è nome per questo sistema senza “core”.