"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

§ e la ghianda, raccolta di memorie sconvenienti – parte 8^


Dove si racconta di come § ritrova la strada di casa

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Il nuovo core ancora non c’è ma § ha trovato un involucro robusto e quadro abbastanza per andare comunque: l’impegno politico.
§ vive al di fuori di se stessa, è scatola nera di cui ha gettato la chiave. Così combatte i demoni mondiali, alza il pugno e la voce, si mischia nella folla. § è arrabbiata, arrabbiatissima, parla per ore, giorni, anni. Connette ciò che ha letto e ciò che vede, mischia, frulla e sintetizza.
Prima studentessa perduta tra le divagazioni, poi lavoratrice immersa tra i piccoli umani, § si proietta tra bandiere e riunioni e s’innamora ancora. Tutto sembra scivolare inesorabilmente verso una conclusione scontata, in realtà però § non si perde nelle parole,  nelle parole segue i suoi fili, costruisce lentamente la sua finestra e la scala per arrivarci.

§, a sua insaputa prepara una bomba ad orologeria, solo il tempo dello scoppio non le è dato ancora di sapere.
L’involucro robusto e quadro che ha consentito a § di portare se stessa oltre le acque dei 20 anni e oltre le terre dei 30 inizia a trasformarsi in trappola, capace di andare solamente avanti in linea retta,  non prevede curve, deviazioni o soste.
Manca l’aria, manca la profondità, manca l’altitudine.
§ inizia nuovamente a respirare da dentro e l’ossigeno che le arriva è qualcosa di conosciuto, lo stesso ossigeno di sempre. § respira fondo e si lascia inebriare dalla sua ombra.
No, § non è più la stessa bambina che camminava a fianco del suo sogno, eppure non è ancora donna, non ha ancora le ali, ma ha cresciuto gambe capaci di camminare. E una notte, di fronte al buio stellato, § rompe l’involucro ed esce dal quadro, per essere libera di fermarsi, libera di girare, di disegnare curve, libera di guardare in basso o di alzare lo sguardo al cielo. Pochi giorni dopo § impacchetta nuovamente le sue cose e va.
Con § c’è il suo sogno, il suo amore più vero. Dentro al sogno non più ragazzo, ma nemmeno uomo, e dentro di lui un dolore con il suo ventaglio di note.
§ torna a casa dentro se stessa. Ritrova la sua camera, la penna e i fogli bianchi.
Per il momento § sosterà qui, ha bisogno di silenzio, di scendere e di salire. Sola, dicono gli altri. In compagnia di me stessa e del mio respiro, pensa §.

§ riparte quindi dal Core 1, lì stanno le sue radici, la sua luce e la sua ombra. Di tutto ciò che ha costruito e attraversato poi terrà memoria nella pelle e nei pensieri, senza rimpianti.
Forse semplicemente il mondo, a cui § si era affidata, non è fatto per lei, per loro. § è quello che è: un miscuglio non ancora definito a cui niente e nessuno sembra in grado di dare forma. Una cosa però nel suo cuore è certa, non andrà più per le strade dimezzata, vivrà il suo miscuglio cercando di mantenere calmo il suo cuore.

2 Risposte

  1. Mi piace molto!!!
    Un abbraccio Anna carissima… e che l’Amore ricopra la Vostra felicità nella gioia e nel dolore!
    Claudio

    19 luglio 2013 alle 1:40 am

  2. buona nottata caro Claudio… vedo anche te fare le ore piccole molto spesso😉
    Amore è una parola piena, allo stesso modo è piena la vita che di esso si nutre…
    Un abbraccio grande

    Anna

    21 luglio 2013 alle 2:41 am

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