"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

Intermezzo triste


Stanno costruendo un castello,
loro
che dicono di volermi bene,
un castello non diverso negli scopi
da quelli di cui ammiriamo le rovine
sparpagliate ovunque nella storia.
Paura ed invidia, l’alito amaro
di sogni perduti, sepolti, scacciati
di sogni mai cresciuti
sale denso dalle segrete.

Un tempo anch’io fui castellana,
alla cintura molte chiavi
di porte e galere.
Scavai il mio fossato,
trovai il mio nemico,
volli strettoie e torri.
E fui sola, nel buio
dei luoghi comuni, delle banalità
sola con i miei spiriti,
il mio castello, il mio fossato.

Stanno costruendo un castello
loro
che mi vogliono bene,
un castello per i loro cuori gonfi,
una prigione per i pensieri audaci.

Scusate se mi ostinerò a declinar l’invito,
se non porterò alcun dono al re e alla regina,
nè pietre, nè vessilli, nè armi per la loro battaglia.
Non ero io la principessa da salvare,
nessun drago imprigiona il mio volere,
nessun sortilegio mi tiene addormentata.

Partita dal medioevo qualche secolo fa,
ora preferisco piccole cose
che non fanno epoca:
il profumo del buon pane al mattino,
il battito del cuore farsi sorriso,
ridere di niente,
sciogliermi di note.

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