"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

neuroni a specchio


beauty

Few seeds – by Creix

Devo aver fatto indigestione di neuroni a specchio.

Non ho dove nascondermi, non posso mentire.
Come sfamare il mio stomaco impazzito se bussare non oso alla tua porta sprangata?
Ho passato decine di giorni a seguire suoni e note e parole e desideri come un gigantesco ecoscandaglio interiore, ho passato decine di giorni a perlustrare, frugare, cercare me stessa, persa chissà dove a fianco di chissà chi.
Ho vissuto alla giornata, il mio cibo ero io, che sorridevo di noi.
Ho sognato le montagne farsi pianura per cambiare di un poco il nostro destino, ho immaginato le  mie mani scoprire il tuo volto, le mie dita sopra ai tuoi occhi socchiusi… e il loro contorno, inspiegabilmente, mi era noto.
Sono stata lucertola immobile, nelle pietre del giardino, per catturare fino in fondo il tuo calore,  piccolissimi licheni rosa a comporre un morbido tappeto.
Sono stata sabbia scura rimescolata dalle onde, posata centinaia di volte e poi ancora rapita…
Atea, ho creduto nell’impossibilità dell’avvenire, nel gioco dei venti, negli scherzi di dio… come una ragazzina che corre nei prati con il sorriso nel volto, come una donna che ha sulle labbra il sapore del mare, come una vecchia che porta nel cuore l’intera sua vita.

Devo aver fatto indigestione di neuroni a specchio.

Hanno il sapore delle nocciole, il colore delle albicocche, la consistenza dei fiocchi di neve; li ho lasciati vibrare senza porre alcun freno, un’unica rete di perle di vetro, una sola dimora per i nostri, lontani respiri.
Con timidi gesti ho pulito il terreno piantando dei semi nei solchi induriti. Ho scoperto dei nidi di parole neonate, con piccole ali e un caldo profumo… le ho tenute nel palmo, nutrite e cresciute… sono figlie del mondo che mi hai regalato, quel mondo sospeso tra il cielo e la terra, fatto di nulla o forse di tutto… ora le osservo, con sguardo allibito, tracciare sul foglio dei segni decisi, aprire le porte di inferni ghiacciati, indicare la strada di regni non noti.

Devo aver fatto indigestione di neuroni a specchio.

Tutto attorno a me vacilla.
Qualcuno mi dice che esiste un rimedio, mi prende, mi lega, mi costringe a guardare: il mondo non viaggia su fili di seta, il tempo non è un giocattolo innocuo, la realtà è una ed una soltanto, costruita su travi di freddo cemento… è meglio per tutti se imparo a capire, se chiudo le ali delle parole, se domando perdono per i sogni inauditi, se mangio la polvere e non le buone nocciole.

Devo aver fatto indigestione di neuroni a specchio.

Tutto attorno a me è silenzio, la gente è fuggita lasciandomi sola.
Con calmi gesti butto giù nel giardino i loro vaccini, gli orologi, gli occhiali, le bende e i consigli. Apro le ali alle amiche parole, gusto i loro amari sapori e i loro dolci accenti, le lascio volare e spero che giungano a te, senza inganni, senza artigli, così come le ho pensate, così come le ho cresciute. Per dirti grazie dei viaggi sonori, per starti vicino senza farmi vedere, per farti sapere che non sono fatta di fumo. Perché in questa mia nuova pelle ti porto cucito, perché altro non ho da poterti offrire se non queste creature di carta e di niente.
So bene che il mondo non è un tessuto dai sottili ricami, so bene che il tempo scorre e non ci può aspettare, che la realtà troppo spesso è una sola, che siamo all’interno di scatole chiuse, che ognuno di noi ha la sua corsa da fare. Ma quello che resta è comunque un segnale, di mondi lontani in contatto per caso, di fragili anime senza riposo, di piccole storie scritte nel cuore che espandono l’uomo altrimenti appiattito.

Devo aver fatto indigestione di neuroni a specchio.

Se ieri sera gettavo pietre alla pallida luna, che niente sapeva
Se oggi nessuno mi può avvicinare
Se attendo tremando che tu mi dica “ci sono”

27-28 febbraio 2010

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2 Risposte

  1. renna

    sono anni che torno a rileggere questa pagina.

    2 settembre 2012 alle 11:06 am

    • Il tuo commento mi regala un sorriso diretto diretto al cuore. Grazie per le tue parole, davvero grazie.

      2 settembre 2012 alle 11:52 am

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