"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

Cima d’Asta


5 e 6 settembre 2009

Cielo mozzafiato per due interi giorni: incredibile!!!

Partiamo con moltissima calma, proprio in stile vacanziero, io, Giacomo e Max; era un nostro obiettivo di quest’anno e il tempo è stato davvero super…

Iniziamo a camminare da Malga Sorgazza quasi verso le 11.00, le previsioni sono ottime e quindi ci gustiamo il cammino e il panorama, senza preoccupazioni. Giacomo, che è appena tornato da un pezzo di translagorai fatta con il papà, è un po’ provato, ma le molte soste ci permettono di assaporare appieno i colori delle rocce, i contrasti di blu, verde e bianco e la fresca acqua del torrente.

Il sentiero inizia lungo una strada forestale fino alla casetta della teleferica (circa 0.40 min) e poi inizia a salire, dapprima in mezzo al bosco e successivamente, con una ripida serpentina, ci porta nel Valon di Cima d’Asta. Qui, dopo una sosta al torrente, decidiamo di salire per i lastroni e di riservarci il più comodo trodo degli asini per il ritorno. Il dislivello da malga Sorgazza fino al rif. Ottone Brentari è di 1040 m.

Arriviamo al rifugio nel primo pomeriggio e con piacere assistiamo ad uno spettacolo di letture e canti di montagna. Dopo cena la luna fa capolino  da dietro le pareti e una scalata in notturna di 4 baldi giovani ci intrattiene fino a ora di dormire.

Il mattino dopo partiamo per la cima, un vento freddo ci incalza, ma Giacomo oggi procede bene. Dopo la forcelletta scopro che il pezzo attrezzato è stato messo a nuovo e senza difficoltà arriviamo in breve tempo sotto la cima. La salita è erta, ma non  particolarmente difficile: si procede su grandi blocchi di pietra e a volte su gradinate. Una volta in vetta il panorama è meraviglioso! Speldida è la  vista a 360°: Dolomiti di Brenta, Adamello, Latemar, Catinaccio, Sassolungo e Sassopiatto, Sella, Marmolada, Civetta… e, proprio sotto di noi, la catena dei Lagorai, con il Cauriol, Cima Cece… Ero già stata qui, ben 13 anni fa, e non avevo visto nulla di tutto questo per via di una nebbia assai antipatica.

Il ritorno è un po’ lungo (1400 m circa), ma l’energia ricevuta in questi due giorni ci sostiene e, dopo aver mangiato qualcosa al rifugio, alle 16.00 siamo nuovamente alla macchina.

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