"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

Anello Caldenave, laghetti dell’inferno, lago Nassere


Finalmente ce l’ho fatta: sono tornata a camminare in montagna!! Un bel giro sui Lagorai, montagne sempre entusiasmanti per i panorami che offrono, l’abbondanza d’acqua e la vegetazione lussureggiante, ma anche per la roccia scura, gli sfasciumi e la solitudine che ancora si può assaporare in alcuni sentieri.

L’itinerario, scelto per rimettere in moto gambe e fiato dopo una lunga pausa, è il seguente:

Partenza da località Tedon che si raggiunge proseguendo, sia a destra che a sinistra, dopo il rifugio Cruccolo; lasciata la macchina in uno dei parcheggi in prossimità del ponte di legno abbiamo imboccato il sentiero 332 che procede nel bosco fino a sbucare nella stupenda piana di Caldenave, dove si trova anche la malga omonima e ci si tiene subito verso nord, piegando quindi a sinistra rispetto alla piana, per prendere il sentiero n° 360.  La malga rimane in alto leggermente a destra.

Il sentiero si sale ancora fino ad incontrare i laghetti dell’inferno, davvero suggestivi a dispetto del nome!

Proseguendo  si trova il piccolo baito Lastei, attrezzato anche con una stufa; poco sopra vi è il bivio: a destra si va verso la forcella delle Buse Todesche, a sinistra verso il lago Nassere. Noi in questo punto ci siamo momentaneamente divisi: Isa è andata verso il lago attrezzata per il relax con libro e “plaid” mentre io e Max siamo andati verso la forcella. Il sentiero  che porta alla forcella sale ancora prima di incontrare una sorta di pianoro dove è collocato un piccolo baito, probabilmente nuovo (sulla mia carta non c’è); noi siamo saliti ancora un po’ e poi siamo ritornati sui nostri passi, raggiungendo Isa nei pressi del lago.

Il lago è popolato da tantissimi pesciolini e da qualche grande trota che ogni tanto si fa vedere ed è quasi completamente circondato da rododendri… peccato non fossero in fiore!

Il sentiero di ritorno, chiamato anche Sentiero  Nomadi, passa accanto a malga Nassere che possiede uno spazio di ricovero attrezzato con cucina economica, caminetto, tavola e tavolato per dormire.

Per fare tutto il giro, con calma, soste e deviazioni esplorative, ci abbiamo messo 6 ore. Senza contare la nostra deviazione per la forcella, il dislivello è di circa 750 m.

Qui sotto le poche foto che sono riuscita a scattare: avevo la macchina fotografica scarica 😦

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2 Risposte

  1. pietro

    ma non sarebbe meglio una bella gettata di cemento
    con una bella centrale nucleare in mezzo ?

    3 agosto 2009 alle 3:25 pm

  2. annamundi

    Ciao pippo!! Pensavi forse di passare in incognito di qui???

    Un’alternativa al tuo suggerimento sarebbe quella di radere al suolo ogni rilievo montano: sai quanto posto per costruire capannoni, case, centri commerciali e strade…

    😉

    5 agosto 2009 alle 6:32 pm

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