"We do not see the things as they are, we see the things as WE are." Anais Nin

Posts tagged “palestina

Bocche scucite a Vicenza: voci dai territori occupati

Incontro da non perdere…

proprio nei giorni successivi alla giornata della memoria (e non tutti hanno una memoria così selettiva  da fermarsi al 1945  ;-)   ) e successivi alle sconcertanti e vergognose dichiarazioni rilasciate da Berlusconi durante il suo viaggio in Israele, per fortuna abbiamo la possibilità di ascoltare anche dell’altro

la data è il 10 febbraio, non si legge benissimo nell’immagine sottostante…


Suad Amiry

Giovedì 04 febbraio 2010 ore 20.45

presso la Sala Diego Valeri

via D. Valeri 17- Padova
[500 m. da FFSS direzione Centro]

SUAD AMIRY

presenterà il suo ultimo libroMURAD MURAD

“Quel sabato del 12 maggio 2007, ore 22.10 l’architetta/scrittrice palestinese si traveste da uomo e compie un viaggio di diciotto ore alla volta di Israele, per ‘scrivere dei 150 mila lavoratori che ne sfamano un milione’.
“Mi ci sono voluti due mesi per trovare il coraggio. Credo che quella esperienza mi abbia cambiato radicalmente la vita, non mi va giù che questi palestinesi siano considerati lavoratori illegali e clandestini nella loro stessa terra, vengono criminalizzati, gli sparano addosso, li mettono in prigione mentre cercano solo di dare da mangiare ai loro figli” ….

Cresciuta tra Amman, Damasco, Beirut e il Cairo, la palestinese Suad Amiry ha studiato architettura presso l’Università Americana di Beirut e l’Università del Michigan. Ha conseguito poi un dottorato di ricerca presso l’Università di Edimburgo. Dal 1981 insegna architettura all’Università di Birzeit e vive a Ramallah. Nel 1991 ha fondato, e da allora dirige, Riwaq Center for Architectural Conservation di Ramallah (http://www.riwaq.org). Dal 1991 al 1993 è stata membro della delegazione palestinese incaricata di condurre le trattative bilaterali di pace israelo-palestinesi di Washington D.C. È stata vice-ministro della Cultura nel primo governo dell’Autorità Nazionale Palestinese. Nel 2004 ha vinto il prestigioso premio Ulisse per REPORTAGE con l’assegnazione del titolo di Commendatore da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.


Palestina, storie di ordinaria occupazione

LUNEDI’ 1 FEBBRAIO 2010 alle ore 20,30

presso l’Auditorium “Fra Paolo Sarpi”

del Convento di Santa Maria del Cengio

Isola Vicentina

Don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi, presenta il suo ultimo libro

Un parroco all’inferno

L’intervista ad abuna Manuel Musallam, parroco palestinese di Gaza, raccolta da don Nandino, è una testimonianza preziosa che – dice lui stesso – “vuole restituire verità e dignità a coloro che dall’inferno della prigione di Gaza e di tutta la Palestina occupata non hanno potuto e non possono essere ascoltati da chi vive fuori le sbarre”.

Leggi la recensione

———————————

MARTEDI’ 9 FEBBRAIO 2010 alle ore 20,30

presso lo stesso Auditorium

PELLEGRINAGGIO DI GIUSTIZIA IN PALESTINA

STORIE DI ORDINARIA OCCUPAZIONE

Racconti, volti ed immagini del viaggio nei Territori Occupati, organizzato da Pax Christi Italia nell’Agosto 2009

A cura di: Francesco Ambrosi, Alessandra Fontana, Enrico Gaspari, Nicoletta Simeone e Adelina Trevisan


giornate della memoria del genocidio dei palestinesi a Gaza

da terrasantalibera.org

Gennaio 2009
“Piombo fuso” sulla Palestina

GIORNATE DELLA MEMORIA
DEL GENOCIDIO DEI PALESTINESI A GAZA

A partire da 27 Dicembre 2008 e fino al 18 Gennaio 2009, con l’offensiva militare denominata “Piombo fuso”,  il governo di Israele ha compiuto uno dei più efferati massacri di tutta la storia dell’occupazione dei Territori Palestinesi. Il popolo di Gaza, già profondamente colpito da un lungo ed estenuante embargo è stato lasciato solo di fronte al criminale sterminio.(…)

FACCIAMO QUINDI APPELLO a tutti i cittadini che credono ancora nella difesa dei diritti umani, nella giustizia e nel diritto internazionale, a tutte le Associazioni, ai partiti politici non subordinati al potere dell’imperialismo israelo-americano, alle Università, alle  istituzioni scolastiche, alle organizzazioni religiose, alle municipalità, PER L’ORGANIZZAZIONE,  IN CONTEMPORANEA IN TUTTE LE CITTA’ ITALIANE, DI “GIORNATE DELLA MEMORIA DEL GENOCIDIO DEI PALESTINESI A GAZA”, A PARTIRE DALL’ 8 AL 16 GENNAIO 2010, CON PRESIDI SILENZIOSI NEI CENTRI STORICI, CON VOLANTINAGGI E STRISCIONI CHE RIPORTINO QUANTO E’ AVVENUTO SOLO UN ANNO FA E CHE NON DOVRA’ MAI ESSERE DIMENTICATO.

Il genocidio degli abitanti di Gaza

deve restare nella memoria collettiva

come una intollerabile mostruosità

e un crimine contro l’Umanità (…)


per leggere tutto l’appello e per firmare segui questo link http://www.terrasantalibera.org/memoria_palestinese_2010.htm


Gaza – Natale 2008

Un video che ricorda, a distanza di una anno, la devastazione prodotta dall’assedio di Gaza da parte degli israeliani nell’operazione denominata Piombo fuso.

Il video, attraverso la voce del parroco di Gaza, racconta l’inferno vissuto dalla popolazione e la posizione della comunità cristiana verso il sionismo.


Io sono Israele

Traduzione di “I am Israel” scritto da Hashem Said il 25 Febbraio 2002. Trovato su Youtube oggi, manca ovviamente dei tanti avvenimenti drammatici che sono accaduti in questi anni, ma la ‘filosofia di fondo’ è ancora quella, senza dubbio.


iniziativa per la Palestina

Un convegno organizzato da PAX  CHRISTI nel contesto della giornata ONU per i diritti del popolo palestinese

Clicca sull’immagine per ingrandire


Manifestazione per la Palestina

Firenze, sabato 14 novembre

Manifestazione per la Palestina e contro il Muro dell’apartheid

Uniti Contro l’Apartheid

Settima settimana contro il Muro dell’Apartheid in Palestina

9 – 16 Novembre 2009

La Comunità Palestinese in Toscana,

facendo proprio l’appello alla mobilitazione lanciato dai Movimenti di Base Palestinesi contro il Muro dell’Apartheid in Cisgiordania e a Gaza,

Indice una manifestazione a Firenze Sabato 14 novembre per :

Denunciare la politica di dominio e ghettizzazione adottata da Israele con il sistema del Muro che si propone di isolare il popolo palestinese, sia a Gaza che in Cisgiordania, e  interrompere qualsiasi tipo di rapporto tra i palestinesi stessi all’interno della Linea verde,

Denunciare la repressione criminale del popolo che resiste lottando contro  la costruzione di questo Muro, repressione che attualmente ha raggiunto livelli allarmanti di violenza e che viene applicata indiscriminatamente sia contro le comunità locali sia contro tutti coloro che – palestinesi, israeliani e internazionali – manifestano la loro resistenza pacifica contro la colonizzazione dei Territori Palestinesi.

Protestare contro l’assedio disumano di Gaza.

Continuare con la campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) evidenziando le gravissime responsabilità delle aziende israeliane ed europee che sostengono il regime di apartheid e delle ditte che, costruendo il Muro,  sono complici nell’assedio della Palestina.

Fare pressioni sulle istituzioni governative perché, coerentemente con quanto affermato dal Tribunale Internazionale di Giustizia dell’Aja, il 9 luglio 2004, pretendano da Israele che il Muro venga abbattuto, i palestinesi risarciti dei danni subiti e l’assedio della Cisgiordania e di Gaza abbia fine.

Manifestare solidarietà con il popolo palestinese come associazioni di base e realtà sociali e politiche della regione.

MANIFESTAZIONE CON CORTEO

Sabato 14 novembre

Concentramento ore 15.30 in Piazza della Repubblica

Comunità Palestinese in Toscana
Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, Cpa Firenze sud, PCL Toscana,
Cantiere Sociale K100fuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche, Comitato Pistoiese  per la Palestina, Fermiamo la Guerra Comitato Firenze, Circolo Ferrovieri PRC, Statunitensi contro la guerra (Firenze), PRC Regionale, gruppo BDS per la Palestina Pisa, Attac Chianti Valdelsa, Sinistra Unita e Plurale di Firenze, gruppo anarchico kronstadt di pisa e Volterra, Comunità Islamica di Firenze, Rete Comunisti di Pisa, Circolo Agorà Pisa


Mail: forumpalestina@libero.it
Sito: http://www.forumpalestina.org


palestinesi attaccati da coloni israeliani

HA’ARETZ, Israele
http://www.haaretz.com

Un gruppo di coloni israeliani attacca alcuni lavoratori
palestinesi.

Quindici lavoratori palestinesi sono stati attaccati da un
gruppo di coloni israeliani nel nord della Cisgiordania.
Quattro palestinesi, colpiti dalle pietre lanciate dagli
israeliani, sono stati feriti, uno in maniera grave. I
coloni protestavano contro il piano governativo che prevede
lo smantellamento di alcuni insediamenti irregolari. Nessuno
di loro è stato arrestato. Le proteste non si sono fermate e
alcune ore dopo decine di coloni e alcuni attivisti di
destra hanno bloccato l’ingresso a Gerusalemme, dando fuoco
ad alcuni copertoni e scontrandosi con la polizia. Il
malcontento dei coloni è esploso in seguito alla
pubblicazione, da parte dell’Amministrazione civile, di una
lista di dieci insediamenti destinati a essere evacuati.


SOS Gaza – da Forum Palestina

S.O.S. GAZA CONTINUA: UNA T.A.C. PER L’OSPEDALE AL AWDA

L’embargo internazionale e le ripetute aggressioni israeliane contro la Striscia di Gaza hanno portato al collasso le già provate infrastrutture di uno dei territori più densamente popolati del pianeta. Le strutture sanitarie ed ospedaliere non sono state risparmiate né dall’embargo, né dai bombardamenti.

Nel corso dell’operazione “Piombo fuso”, i criminali di guerra sionisti hanno ripetutamente colpito ospedali ed ambulanze, ed ora il perdurare dell’embargo non fa che aggravare una situazione già drammatica.

All’inizio di marzo, una delegazione del Forum Palestina è riuscita a rompere l’embargo ed a consegnare alla Direzione dell’ospedale Al-Awda di Gaza i 21.300 euro raccolti da una sottoscrizione popolare nelle settimane precedenti, mentre un’èquipe di medici, psicologi ed infermieri prendeva servizio presso lo stesso ospedale, dove ha lavorato insieme ai colleghi palestinesi per settimane. Si è trattato di un’iniziativa importantissima, di cui tutti gli amici della resistenza palestinese sono legittimamente orgogliosi, ma che non può e non deve restare un episodio.

Insieme alla Direzione dell’ospedale Al Awda, abbiamo deciso di rilanciare la campagna di sottoscrizione S.O.S. GAZA, finalizzandola ad un obiettivo ambizioso: dotare l’ospedale di una macchina per la Tomografia Assiale Computerizzata (T.A.C.), uno strumento indispensabile per la diagnostica, di cui il milione e mezzo di Palestinesi della Striscia sono sprovvisti, perché la sola macchina esistente è fuori uso ormai da tempo.

In questa campagna, non saremo soli: insieme a noi, coordinati direttamente dall’ospedale Al Awda, collaboreranno associazioni e comitati di solidarietà europei, statunitensi ed arabi, in quella che possiamo definire senza retorica una grande iniziativa di solidarietà internazionalista.

Per questo motivo, rilanciamo a tutte e tutti l’appello a sottoscrivere sul conto corrente postale n. 47209002, intestato a Monti Germano, con la causale S.O.S. Gaza. Il codice IBAN è IT59 C076 0103 2000 0004 7209 002.

Lo abbiamo promesso, e le cose che diciamo, di solito le facciamo: torneremo presto a Gaza, e non lo faremo a mani vuote.

sito: http://www.forumpalestina.org/


La pulizia etnica della Palestina

Segnalo un’interessante iniziativa… a cui io non ptrò partecipare :-(

Venerdì 6 Marzo

presso i Chiostri di Santa Corona a Vicenza

verrà presentato l’opera dello storico israeliano Ilan Pappe

“La pulizia etnica della Palestina”
pubblicato in italiano da Fazi editore nel 2008.

L’autore, nato ad Haifa da genitori sfuggiti alla persecuzione nazista, è uno studioso appartenente alla corrente dei New Historians israeliani.Ha studiato a lungo la documentazione relativa alla nascita dello stato di Israele, compresi gli archivi militari desecretati nel 1998 ed insegna attualmente all’università di Exeter, in Inghilterra.

Elisabetta Bartuli, dell’Università di Venezia , introdurrà i relatori:

Alfredo Tradardi, curatore del libro

Giorgio Frankel, giornalista che collabora con il Sole 24 0re.

Il libro è un’opera di grande importanza per conoscere aspetti poco noti del conflitto israelo-palestinese, uno dei nodi irrisolti più complessi della storia attuale.

Come sostiene il Times, in una sua recensione “La pulizia etnica della Palestina è assolutamente da leggere perchè ha anche una natura elegiaca, persino sentimentale,
quando parla delle vite perdute, cancellate, degli arabi palestinesi”.


Toscana – comunità ebraica e islamica sottoscrivono un appello assieme

Per leggere l’intero articolo http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/diritti/cooperazione_internazionale/visualizza_asset.html_1938562894.html

“La comunità ebraica e la comunità islamica di Firenze, di comune accordo, aderiscono al progetto promosso dalla Regione Toscana che invita la cittadinanza ad una raccolta di solidarietà per la cura dei bambini colpiti nel recente conflitto Israelo-Palestinese.
Un’iniziativa in linea con la tradizione della città di Firenze, che fa della pace la sua vocazione. Nei giorni della guerra, solo l´impegno per gli altri costruisce futuro, genera riconciliazione, apre la via della speranza.”


La pace è irraggiungibile?

Interessante video,  della cbs, con interviste a palestinesi, a coloni, ad un ex sindaco di Gerusalemme… tutti concordano alla fine su una cosa: che la pace sia davvero difficile e che il programma “due stati due popoli” sia ormai soprpassato dalla storia stessa.

La pace è irraggiungibile?


Arrestata attivista di Free Gaza

domenica 8 febbraio 2009

PER L’IMMEDIATO RILASCIO DI THERESA

L’attivista scozzese Theresa McDermott è stata “trovata” nella prigione di Ramleh, dopo che per quattro giorni le autorità israeliane l’avevano classificata come dispersa, all’indomani dell’assalto militare alla nave umanitaria libanese diretta a Gaza con un carico di aiuti umanitari. Ai primi di febbraio Theresa ha risposto alla richiesta di supporto internazionale da parte degli organizzatori di una spedizione navale umanitaria diretta a Gaza, a bordo della nave battente bandiera del Togo, la “Tali”. Theresa era soltanto uno dei 9 passeggeri a bordo della nave che il 4 febbraio 2009 è stata intercettata, abbordata e dirottata dalla marina militare israeliana verso il porto di Ashdod, in Israele. Tutti i passeggeri e l’equipaggio sono stati liberati giovedì 5 febbraio tranne Theresa. Fra la sera di giovedì e la mattina di domenica non è stata comunicata alcuna notizia su Theresa da parte degli israeliani, se non la menzogna che era partita per Londra. Infine la domenica, Theresa ha potuto contattare suo fratello John in Scozia per dirgli che era rinchiusa nella prigione di Ramleh in Israele. Secondo il giornalista Salam Khodr di AlJazeera, quando la nave è stata abbordata, i passeggeri sono stati picchiati e presi a calci e pugni dai soldati israeliani (vedi http://www.youtube.com/watch?v=MCb3apCJ4QI&feature=channel_page). Nessun’informazione è stata fornita dai funzionari israeliani circa l’arresto di Theresa , se e quali sono le accuse a suo carico e il motivo per il quale il suo arresto è stato tenuto nascosto. Quando il consolato britannico a Tel Aviv è stato contattato per aiutare a rintracciare Theresa, il personale si è rifiutato di collaborare dicendo che loro forniscono assistenza ad un cittadino britannico solo nel caso in cui gli venga chiesto direttamente personalmente da loro. Alcuni membri del Parlamento scozzese, tra i quali Pauline McNeil e Hugh O’ Donnell, che hanno fatto parte di una missione umanitaria giunta a Gaza a bordo di una imbarcazione del FreeGaza, la Dignity, si stanno attivando presso il governo britannico per assicurare che Theresa ricevi la dovuta protezione e assistenza. Theresa ha raggiunto Gaza con la prima spedizione di Free Gaza in agosto ed è tornata con la Dignity una seconda volta. È da tempo un’attivista dei diritti umani molto rispettata che ha lavorato con l’International Solidarity Movement in Palestina e con il Free Gaza Movement. In Scozia lavora in un ufficio postale. Gli israeliani hanno trovato a bordo della “Tali” soltanto aiuti umanitari, ma si sono rifiutati di restituire la nave, tuttora sottosequestro. il destino del relativo carico umanitario è tuttora sconosciuto.

Contatto a Gerusalemme: Lubna Masarwa (ebraico, arabo, inglese) 00 972 505 633 044, lubnaa@gmail.com Contatto negli Stati Uniti: Karin 310-399-1921 (inglese) kpally@earthlink.net Free Gaza movement


Netanyahu “prevede” attentato al Santo Sepolcro

Evidentemente ci devono essere più ragioni sottostanti all’attacco di Gaza in questa fase, ragioni che non si possono in alcun modo esaurire con la retorica propagandistica della risposta al lancio di missili da parte di Hamas e nemmeno chiamando in causa il semplice “odio” israeliano nei confronti del popolo palestinese reo di rivendicare il proprio diritto alla sopravvivenza. Ogni governo, quando si muove in tal modo, opera anche secondo un calcolo politico- economico, che questo calcolo poi risulti alla fine dei conti miope e totalmente privo di un progetto a lungo termine è cosa altrettanto scontata, lo possiamo vedere in Afghanistan e anche in Iraq, giusto per citare due esempi recenti.

Ora che il governo israeliano abbia molte ragioni “occulte” per scatenare la propria forza distruttiva contro i palestinesi non è certo la scoperta dell’acqua calda e l’articolo apparso su TerraSantaLibera.org è la conferma che questo ragionamento non è solamente frutto di “dietrologie sinistroidi” come qualcuno potrebbe affermare…

Dell’articolo riporto qui solamente alcuni passi, per leggerlo integralmente andate su http://www.terrasantalibera.org/NetAttSanSep.htm

(…)

Intanto cominciamo col dire che crediamo con sempre maggiore convinzione che questa fantomatica cellula impazzita islamica, che risponde al nome di Al Qaeda, come molti analisti ed esperti geopolitici italiani ed internazionali, bollati per essere screditati dalla vulgata giornalistica “accreditata” quali “complottisti”, hanno già sostenuto, non sia altro che una sezione, sotto copertura, di settori deviati dell’intelligence occidentale, che attraverso tale marchio mettono a segno operazioni utili a giustificare successive contromosse. In realtà tutto è preordinato da una stessa mente centrale, anche se in campo vengono adoperate poi diverse sigle e manovalanza anche locale, tra la molteplicità di casi di disperazione e follia indotta in cui pescare a mani piene.

(…)

Dopo aver visto che, strategicamente e umanamente parlando, per i palestinesi musulmani e per i musulmani in generale, il Santo Sepolcro (come qualsiasi edificio sacro delle confessioni monoteistiche dell’area) non è un obiettivo conveniente, in tutti i sensi, possiamo tranquillamente chiederci a chi invece tale edificio può risultare particolarmente odioso, al punto di volerne la distruzione, soddisfacendo contemporaneamente un desiderio atavico di rivalsa-vendetta nei confronti dell’odiato eretico di Galilea nato a Betlemme, e seguaci, ma traendone anche e soprattutto un vantaggio politico-militare, per scatenare un’offensiva al cui confronto quella di Gaza è stata solo una festa di paese con fuochi d’artificio?

(….)

Per concludere, quando Bibi dice Al Qaeda, si deve scrivere Cia e pronunciare Mossad.


cancellate il nome di mio nonno

ricevo e pubblico

Cancellate il nome di mio nonno da Yad Vashem

Scritto da Jean-Moïse Braitberg
Venerdì 30 Gennaio 2009 09:04

Vi chiedo di acconsentire alla mia richiesta, signor presidente, perché quanto è successo a Gaza, e più in generale, la sorte toccata al popolo arabo della Palestina da sessanta anni in qua, ha screditato ai miei occhi Israele come centro della memoria del male fatto agli ebrei, e dunque all’umanità intera. Vedete, fin dalla mia infanzia, io ho vissuto circondato da sopravissuti ai campi della morte. Ho visto i numeri tatuati sulle loro braccia, ho ascoltato il racconto delle torture, ho conosciuto i lutti indicibili e ho condiviso i loro incubi.

Bisognava, così mi hanno insegnato, che questi crimini non si ripetessero mai più; perché mai più doveva accadere che uomini, forti della loro appartenenza ad una etnia o ad una religione avessero in disprezzo altri uomini, e si facessero beffe dei loro diritti più elementari come quello di vivere una vita dignitosa in sicurezza, libertà, e con la luce, sia pur lontana di un futuro di serenità e di prosperità.

Ma, signor presidente, io devo constatare che nonostante le decine di risoluzioni prese dalla Comunità internazionale, malgrado la palese evidenza dell’ingiustizia perpetrata nei confronti del popolo palestinese dal 1948, nonostante le speranze sorte a Oslo e nonostante il riconoscimento del diritto degli ebrei israeliani a vivere in pace e in sicurezza, sovente ribaditi dall’Autorità palestinese, le sole risposte date dai governi successivi del vostro paese sono state la violenza, il sangue versato, la reclusione, i controlli incessanti, la colonizzazione e i saccheggi.
Mi direte, signor presidente, che è legittimo, per il vostro paese, difendersi da chi lancia razzi su Israele, o contro i kamikaze che uccidono molti israeliani innocenti. A ciò risponderò dicendo che il mio sentimento di umanità non varia a seconda della cittadinanza delle vittime.

Invece, signor presidente, voi dirigete le sorti di un paese che pretende, non soltanto di rappresentare gli ebrei nel loro complesso, ma anche la memoria di quelli che furono le vittime del nazismo.
Questo mi riguarda ed è per me insopportabile. Conservando nel Memorial di Yad Vashem, nel cuore dello Stato ebreo, il nome dei miei congiunti, il vostro Stato tiene prigioniera la mia memoria familiare dietro il filo spinato del sionismo per farne l’ostaggio di una cosiddetta autorità morale che commette ogni giorno quel crimine abominevole che è la negazione della giustizia.

Quindi, per favore, cancellate il nome di mio nonno del santuario dedicato alla crudeltà fatta agli ebrei perché essa non giustifichi più quella fatta ai palestinesi.

Con i miei rispettosi saluti

Jean-Moïse Braitberg (scrittore)

Fonte: Le Monde del 28.01.09

Traduzione a cura dell’Associazione di Solidarietà Proletaria – ASP


Come vendere la “guerra etica”

Segnalo un articolo apparso su Bocche scucite che racconta della repressione di Israele nei confronti del dissenso interno e della manipolazione dell’informazione che il governo e i mass media stanno ostinatamente portando avanti nel tentativo (purtroppo a volte ben riuscito) di mascherare la realtà e di creare consenso attorno alla guerra contro Gaza.

L’articolo è stato scritto da Neve Gordon, insegnante di politica all’università di ben-Gurion, Israele, dopo l’arresto di un suo studente che, come altri, dimostrava il proprio dissenso nei riguardi dell’assedio di Gaza.

Potete leggere l’articolo QUI


Facebook disattiva l’account a infopal

informazione imbavagliata: facebook ha disattivato l’account di infopal

21-01-2009

Cari amici, colleghi, lettori,

FACEBOOK ha disattivato l’account di Infopal. Evidentemente, davamo fastidio con centinaia e centinaia di contatti, gruppi di pressione e discussione vari.   Vi preghiamo di inviare email di protesta a warning@facebook.com chiedendo la riattivazione dell’account “Infopal”.   Grazie.

La redazione di Infopal.it


La corte dell’Aja non può indagare sui crimini a Gaza

(ANSA) – BRUXELLES, 14 GEN – La Corte internazionale di giustizia dell’Aja non ha alcun potere per indagare su eventuali crimini di guerra compiuti a Gaza. Lo afferma in una nota il procuratore della Corte, rispondendo cosi’ ad alcune associazioni per i diritti dei palestinesi che si sono appellate ai giudici dell’Aja. Il procuratore ha spiegato che Israele, come gli Usa, non sono tra i 108 Paesi che hanno firmato lo Statuto che nel 2000 ha dato vita alla Corte internazionale dell’Aja.

© Ansa -http://notizie.tiscali.it


sionismo e nazismo

So bene che le mie riflessioni potranno suscitare fastidio, so bene che già molto è stato scritto e detto a proposito. Non di meno voglio ricordare a quanti sostengono le ragioni di Israele che anche il nazismo proponeva teorie, libri, riflessioni e statistiche a sostegno del proprio agire. Chi aveva spirito libero, chi riteneva di non dover servire alcuna ideologia se non la propria coscienza capì la follia e l’infondatezza di quanto si proclamava allora e trovò il coraggio di opporvisi. Qualcuno lo capì un po’ dopo, quando l’orrore lo vide con i propri occhi. In molti lo hanno condannato a posteriori. Quasi nessuno lo difende ora.

Non ci sono ragioni, non ci sono teorie, non ci sono statistiche che possano giustificare le immagini che vediamo qui sotto. E non ha alcuna importanza se sono di oggi, di ieri o di settant’anni fa.


dal Forum Palestina

Le cose che diciamo di solito le facciamo.

Appendete la bandiera palestinese al vostro balcone e alle vostre finestre

In conclusione della grande manifestazione di sabato 17 gennaio a Roma, abbiamo lanciato l’appello ad appendere le bandiere palestinesi al nostro balcone. Noi abbiamo cominciato a farlo perchè siamo abituati a fare le cose che diciamo.

La mobilitazione per la Palestina non è finita sabato 17 gennaio, al contrario adesso viene la parte più difficile e occorre lottare e vincere anche sul piano della comunicazione.

Quindi: appendete le bandiere. Se non le avete cercatele, cucitele, acquistatele. Fate una fotografia e inviatela ai giornali e a forumpalestina@libero.it indicando la città. Fate circolare questo messaggio a tutti gli indirizzi che avete a disposizione.

Un abbraccio e buon lavoro

Il Forum Palestina - http://www.forumpalestina.org/


iniziative per la Palestina a Bassano

Per chi non potesse andare agli appuntamenti nazionali previsti per oggi, segnalo due appuntamenti a Bassano del Grappa (VI):

Presidio in piazza Libertà a partire dalle ore 15.30

Cammino per la Pace: partenza verso le ore 15.00 dagli Scalabrini, transito per il Ponte Vecchio e per le piazze, conclusione al Centro Giovanile



Fosforo bianco: ancora accuse ad Israele

Nuove accuse vengono mosse ad israele per l’utilizzo di bombe al fosforo bianco. Qui sotto il link al video servizio del Corriere della Sera.

Video


israeliani si rifiutano di combattere

Qui sotto un video, trasmesso da una televisione indipendente israeliana. Sono diverse interviste a riservisti che hanno rifiutato di partecipare alla guerra in corso contro la popolazione di Gaza e a loro sostenitori effettuate durante una manifestazione in Israele a sostengno del cessate il fuoco. Una bella testimonianza che speriamo venga diffusa anche da noi…


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.